Ribloggato– L’invisibile nutrimento (Thule – 2020) raccolta di poesie di Myriam De Luca recensita da Antonino Schiera.

Una bellissima sorpresa appena arrivata in questi primi giorni di maggio dall’amico scrittore Antonino Schiera. Dar voce alle proprie emozioni è difficile, scrivere e parlare di quelle degli altri è una grande responsabilità e non tutti ci riescono. Antonino Schiera, con la sensibilità che lo caratterizza, è riuscito ad andare oltre il visibile senza invadere il mio spazio intimo e personale. Mille volte grazie 🤗🤩🎯

Myriam De Luca

L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca edito da Thule. Il libro celebra il desiderio dell’autrice di vivere in totale armonia con la natura, esaltandone la bellezza e il senso di pace che riesce a donare, ma anche il desiderio di lasciare un segno tangibile in una società che ha bisogno di vivere senza ambiguità. Nutrimento dell’anima […]

Ti consiglio un libro – L’invisibile nutrimento (Thule – 2020) raccolta di poesie di Myriam De Luca. — Antonino Schiera – Riflessioni d’Autore

Le mie pubblicazioni – Recensione alla silloge L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca (Edizioni Thule) a cura di Maria Elena Mignosi Picone.

La docente, poetessa, saggista Maria Elena Mignosi Picone

Accostandoci alla silloge di poesie “L’invisibile nutrimento” di Myriam De Luca, ci accorgiamo subito di trovarci di fronte a qualcosa di nuovo, di sfuggente, come è ciò che è invisibile. Notiamo innanzi tutto, che non risaltano i temi che affrontano in genere tutti i poeti, i temi legati all’esistenza, quali l’amore, il dolore, la natura, e così via. Essi compaiono qua e là ma quasi di sfuggita. Allora ci chiediamo: “Qual è il fulcro attorno a cui ruota tutta la poesia di Myriam De Luca, in questo libro? È un po’ arduo a scoprirsi, è qualcosa che tutti i poeti provano, ma in lei c’è di più, c’è un oltre. È proprio dei poeti scoprire la bellezza, pur nell’oscurità fumogena delle cose, scoprire la rosa tra le spine. E lo fanno quando viene loro l’ispirazione, quando il loro spirito è invaso dal fuoco poetico. Ora Myriam De Luca, che è poetessa, questa prerogativa la possiede, ma possiede qualcosa in più, qualcosa che non è legata all’ispirazione del momento, ma dura sempre. È quasi costitutivo del suo essere, come una mano, un braccio, però non è qualcosa di materiale ma di spirituale, è una condizione permanente del suo spirito. È come se ella fosse in uno stato perenne di ispirazione, di estasi, di incanto. Una condizione di spirito che prescinde dalla realtà, anche se in questa è immersa. “Mi perdo in un cielo d’estate /e di montagne. / Abbondanza di profumi e colori / sussurrano armonie all’anima… /Lo sguardo rapito / trova emozioni imperiture / si ubriaca di meraviglia…così che la poesia di un attimo / brilli per sempre.” E quel che prova Myriam De Luca, e che in lei dura sempre è difficile a capirsi, ma ci può aiutare quel che è raffigurato nell’immagine di copertina: un sentiero tra gli alberi in un bosco in montagna. Diversamente dagli altri poeti che in genere cantano il mare, Myriam De Luca ama la montagna, e di questa, in particolare il bosco. Esso esercita una grande suggestione su di lei. E allora immaginiamo lo stato d’animo suo mentre cammina nel sentiero di un bosco: “Su alture irrorate di cielo / trovo nuovi fermenti. / Mi vesto di briciole di gaiezza.” Altrove: “L’eloquenza di incanto imprevisto/ mi accerchia /e accende inesplicabile stupori.” E osserva: “L’armonia non sembra così distante.” Lì, nel bosco: “Sento ancora bellezza / nel silenzio di un’umanità dispersa/… Nel mio guscio di stelle / conto i miei sogni“…. [CONTINUA]

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Le mie pubblicazioni – Myriam De Luca, “L’invisibile nutrimento” (Edizioni Thule), recensione di Giovanni Teresi

Giovanni Teresi

Nell’opera poetica “L’invisibile nutrimento” di Myriam De Luca, già dai primi versi della lirica “Fluttua l’animatra la voglia di liberarsi dai suoi vizi/ e l’insidiosa tentazione/ di compiacersi in essi/  Strappo dal letto della sopportazione la coperta dell’ambiguità/… si evince lo  ὠσμός, tra il vero e il falso esistenziale e la  ἔρευνα dell’amore e libertà ex hoc mundo percorrendo la via solitaria del cambiamento/ balsamo per le mie incertezze/…

La poetessa De Luca fa propria l’arte della ricerca della parola come intuizione lirica e pura; contemplazione del sentimento. Tale concezione, in cui l’arte – alogica – è una suprema distillazione estetica, sembra essere vicina a quella del decadentismo (poeta-profeta, staccato dalla realtà).

Una beata tranquillità/ si adagia sopra nuvole soffici/ che mi ovattano/ dalla voce stridula dell’’ignoranza/ …

Questo fiore di poesia è coltivato con la concezione classica della forma, di una forma che assorbe il contenuto, lo svuota di sentimento pratico, drammatico, emozionale, logico, e lo rende ineffabile ai degustatori.

Esprimere la felicità non è facile, ma la Nostra le dà un significato in semplici e significativi versi nella poesia “Il tempo che vorrei”: Vorrei un tempo/ di gesti e parole/ che sussurrano/ emozioni di pace/ …/ Un tempo di musica per coprire la collera/ … [CONTINUA]…

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Le mie pubblicazioni – Recensione alla silloge L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca (Edizioni Thule) a cura di Ester Monachino

La scrittrice Ester Monachino autrice della recensione

Quando già dalla campitura delle prime composizioni emerge, facendosi presenza,  l’Anima del poeta, dapprima in punta di pennello o con la leggerezza d’un passo di danza, poi  via via con tocco deciso, con spatolate di densa cromaticità, non si può che salutare il poeta Myriam De Luca  con l’abbraccio sororale della famiglia della parola in versi. Un sincronico sentire corporale e linguistico perché, sappiamo bene, quanto certe immagini che sono espressione consapevole della resina d’anima, siano al di là del tempo lineare e tutto sembra, lo è, un unico battito e respiro istantaneo.

La lettura del volume “L’invisibile nutrimento” rende  tangibile il volto interiore di Myriam De Luca, prorompente di sensibilità e pensiero immaginifico. Una scrittura versificatoria limpida e fluente senza gorgoglii intellettualistici,  profonda nel dettato e nella resa espressiva. Una profondità che scaturisce dalla comunanza simpatetica con la natura tutta cosicché gli abissi insiti nelle creature si fanno ordito di quanto è manifesto. Un poeta ha cuore intuitivo e pertanto sa leggere quest’impalpabile substrato. La centralità cordiale, pertanto, è sia motore di consapevolezza che metro di misura nella interrelazione con la realtà esteriore. “E’ tutto dentro di me”, leggiamo a pag.22, e il tutto si lascia intravvedere dalle fessure da cui ogni cosa è emanatrice di luci ed ombre, di vita con i binomi propri dell’esserci. [CONTINUA]…

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Classificazione: 1 su 5.

Le mie pubblicazioni – Recensione di Giuseppe Bagnasco alla silloge L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca (Edizioni Thule)

Ringrazio sentitamente il Professore Bagnasco per questa recensione che definirei una finestra aperta sulla mia anima, ancor prima che sulla mia poetica. Le sue parole mi sono piovute addosso con la stessa meraviglia di quando un bimbo scorge per la prima volta la sua immagine riflessa nello specchio. Con sapiente abilità e con rara sensibilità ha scavato, come esperto archeologo, dentro le più intime emozioni del mio essere donna, bambina e poetessa.

Myriam De Luca

La lettura de L’Invisibile nutrimento (Thule- Palermo 2020), potrebbe, già a primo acchito, portarci ad una prima considerazione: “Nell’immaginazione elegiaca del suo trascorso, la poetessa, attingendo alla sua interiorità, esprime una disposizione alla contemplazione plastica del contingente e quale propria esigenza morale uscire, attraverso un processo gnosologico, dalle maglie della quotidianità che per lei si fa prigione.” Certo, potrebbe essere. Ma non è così che intendiamo procedere. Ad altri lasciamo volentieri queste elucubrazioni che nello specifico non portano a nulla. Non è il nostro caso. La percezione che si ricava da ciò che Myriam De Luca ci confida con le sue liriche, è tale, nella chiarezza e nella genuinità esternate, da meritare altrettanta attenzione da parte nostra. Il compito di un recensore non ha né deve avere una finalità etica. Chi recensisce non si limita ad essere un semplice lettore, ma anche un meticoloso  psicologo, uso ad andare al fondo delle parole dove giacciono sentimenti, dubbi e interpretazioni tra le più varie. Inoltre deve anche agire come un archeologo dell’anima scavando e indagando fino a raggiungere verità a volte sepolte da parole ovattate o schermate da abili metafore. Non è stato forse il grande diplomatico Talleyrand a dire che le parole servono per nascondere il pensiero? Ed è proprio questo che con “passo felpato” ci accingiamo a svelare. Cominciamo dalla copertina. Sotto il titolo “L’invisibile nutrimento”, un quadro raffigura un panorama boschivo. E’ una figura omeopatica giacchè la stessa Autrice nella lirica “Amare al buio” svela:”…guardo l’erba / dalla parte delle radici/…per ascoltare l’invisibile/ che nutre). Poi, nella pagina che precede il frontespizio, leggiamo un sibillino aforisma: ”Tutti dobbiamo attraversare qualcosa. Avvicinati con calma all’argine e lascia che accada”. E qui Myriam De Luca fa cadere il primo velo.

Giuseppe Bagnasco

La ragione prende coscienza. Non si tratta di una resa alla lotta che ciascuno conduce contro le avversità della vita giacché questa, come afferma il prefatore Tommaso Romano, è simile ad un sismografo il cui pennino rilascia un tracciato fatto di alti e bassi. E i bassi, come si “legge” nella citazione, si devono accettare in quanto ineludibili visto che ci cadono addosso dall’imprevedibile. Non a caso nella mitologia greca il destino degli mortali stava sulla ginocchia di Zeus. Pertanto la “lettura” di questo aforisma ci porta ad accettare senza parossistica ansia, il destino avverso e lasciare che questo si compia. Certo, i suoi momenti avranno una fine o finanche un proprio fine. “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”, così il Manzoni nei Promessi sposi. Le “figure” di Myriam De Luca non hanno nulla che si possa paragonare alle “Ombre della Caverna” di Platone. La sua poesia non è l’ombra di qualcosa. E’ la vita vera che in lei si esprime con due emblematici obiettivi: la voglia d’amore e l’esigenza di poesia (v. Quale fede) e in queste crede senza porsi i consueti perché e senza farsi troppe illusioni. Ha conosciuto il vero amore insieme a cocenti delusioni ma, nonostante tutto, la sua fede rimane inespugnabile perché quando l’amore “si posa sul davanzale ghiacciato/ di una casa calda/…nulla potrà impedirgli di entrare”(v. Arriverà l’amore), non a caso la prima poesia della raccolta e la caduta del secondo velo. Altri ne farà cadere la poetessa lungo l’intero volume seguendo il viatico dei suoi pensieri, dei suoi ricordi. [CONTINUA]…

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Le mie pubblicazioni – Prefazione di Tommaso Romano alla silloge L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca (Edizioni Thule)

Come in ogni aspra traversata esistenziale che ha perno nella scrittura insostituibile, la vocazione di Myriam De Luca, a partire dalla narrazione di Via Paganini 7 (2016, Premio Letterario Maria Cristina 2018) e dalle liriche della raccolta Esortazioni solitarie (2018), trova la sua “prova d’autore” nella presente opera in versi, L’invisibile nutrimento. Eccellente e maiuscola architettura che trova la sua ragione proprio nella parola che si fa verso e che si misura con uno stile sempre più inconfondibile verso l’approdo consapevole di un mistero che, appunto perché “invisibile”, diventa metamorfosi di conoscenza, nutrimento, il salto metafisico che ha nome, Amore. E, sottolineiamo con Nietzsche, che “nel vero amore è l’anima che abbraccia il corpo”, come la poesia di Myriam sa evocare. Non siamo in presenza di sentimentalismo e di sterili balbettii tardo-romantici. La poesia della De Luca è carne e spirito, non cede alla facile ricerca della benevolenza del consenso, cerca gnosticamente la luce, percorrendo la via solitaria del cambiamento / balsamo per le mie speranze / medicina per le mie incertezze. E la De Luca, nella lirica Fluttua l’anima, sente che la propria coscienza convalescente (espressione di pregnante incisività), possa finalmente godere del suo vascello sicuro e prudente / la leggerezza di un mare interiore / ormai prossimo alla guarigione [CONTINUA]…

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