Le mie poesie – Pietre d’inciampo per non dimenticare… di Myriam De Luca.

Pietre d’inciampo per non dimenticare… di Myriam De Luca

Memoria di coscienze di pietra
di scheletriche anime
che immolano sull’altare della follia 
innocenti vite
di lupi che feroci azzannano
agnelli nei recinti
Tra la nebbia che offusca la ragione
avanza il senso di onnipotenza 
squarcia attese e voci 
di corpi demoliti 
Stanca anche la fetida terra bagnata
d’esser complice degli abusi 
su migliaia di esseri umani 
sovvertiti in numeri 
Nei luoghi più inospitali del mondo 
occhi spenti sognano la luce
in fondo a una desolazione senza ritorno 
Piegato il dolore invoca pietà 
su nervi esausti sdraiati 
sopra un metro cubo d’aria 
Speranze senza braccia
continuano a spalare cumuli e trincee
Il vento, spossato dai lamenti, 
alle prime luci dell’alba 
torna a essere cielo

Senza vergogna l’umanità taceva...




Le mie poesie – di Myriam De Luca

Di Myriam De Luca


Anche il tramonto si è fermato
in attesa di un gesto
Il silenzio tace nel sole freddo
le navi sono immobili
di fronte al porto
I gabbiani sulla riva
sono adagiati come statue
La mano del poeta si blocca
si lascia scrivere addosso
Nel fermo immagine
di acciottolati ricordi non ci saremo
sarà bastato il sogno

La fotografia in evidenza è di Emiliano Milanesi

Le mie poesie – “Farsi un nome” di Myriam De Luca

“Farsi un nome” di Myriam De Luca


Lotte affannose per “farsi un nome”.
Fame di successo tra medaglie 
senza valore.
Il più bel nome è il tuo
pronunciato con amore
dalla bocca di chi ami
al riparo da soffi di gloria
tra le rovine della Torre di Babele

( © Tutti i Diritti Riservati)

Premi – VIII Edizione del Premio Nazionale di Poesia Himera: alla poetessa Myriam De Luca il secondo posto nella sezione poesia edita con Esortazioni solitarie

Il 16 luglio 2021 si è svolta, nella splendida cornice di Villa Roberta a Termini Imerese, la cerimonia di presentazione dell’Ottava Edizione del Premio Nazionale di Poesia Himera. A Myriam De Luca è stata assegnata, la targa premio per avere ottenuto un prestigioso secondo posto, ex aequo, nella sezione C – Raccolta di Poesie EditaContinua a leggere “Premi – VIII Edizione del Premio Nazionale di Poesia Himera: alla poetessa Myriam De Luca il secondo posto nella sezione poesia edita con Esortazioni solitarie”

Le mie poesie – Athene Noctua © di Myriam De Luca

Athene Noctua © di Myriam De Luca Come rapace notturno cerco favelle nuove da agganciare a sereni tempi di ascolto Il verso dell’ Athene noctua diventa vibrazione sottopelle Alterno canti e suoni parole e stridii lusinghe e sgomenti che echeggiano nel silenzio onesto della notte Cola sul buio il colore acido della follia Vago traContinua a leggere “Le mie poesie – Athene Noctua © di Myriam De Luca”

Le mie poesie – Lontano dalla città di Myriam De Luca

Lontano dalla città di Myriam De Luca

Il cielo cambia senza preavviso
si fa grigio venato di marmo
Respiro a fondo
l’aria gelida e pulita
Mi accovaccio davanti a un fiume
L’ acqua è un cristallo
che riflette la smania
di vivere lontano dalla città
Ho imparato a escludermi
dal fracasso del mondo
a cavalcare la sagoma
delle montagne
La nebbia vela la vallata
si insinua tra i vestiti e la pelle
Sfioro con i polpastrelli
un arbusto di fiori viola
Vibrante e potente
è lo scorrere della vita
nella terra, nell’acqua, nell’aria
Rinasco nella luce
che si posa sulle pietre
vive d’argento
nei sensi assetati di incanto

Dalla raccolta L’invisibile Nutrimento Thule Edizioni 2020

Copertina de L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca

Le mie poesie – L’isola che c’è

L’isola che c’è di Myriam De Luca

Solo tu sai riportarmi
ad ascoltar le stelle
a penetrare la tua fitta
e silenziosa notte
al chiarore di un quarto di luna
complice della voglia
che ho di pace
Mi immergo nella sorgente
dei tuoi boschi
trasportata dal profumo
del timo selvatico
che mi conduce al mare
Un fruscio di umettate foglie
intenerisce il vento
con dolce sibilare
le culla e le addormenta
Luce solitaria l’alba
si mescola al suono primitivo
del mondo
Estasi di vita profonda
distante dal dissacrante affanno delle città

(La fotografia in evidenza, scattata a Favignana, è di Emiliano Milanesi)

Le mie poesie – Mare calmo

Mare calmo di Myriam De Luca

Mi siedo dalla parte
del mare calmo
dove i delfini spumeggiano
allegri nell’azzurro
incuranti delle tempeste
e degli squali
Pensieri rotti traghettano
verso altre mete
per ricomporsi nella pazienza
fattiva e fiduciosa
Certezze ruotano come giostre
e si posano sulle palpebre stanche
Navigano attente le mie percezioni
alzano vele solitarie e assorte
Respiro scorte profonde di libertà
dentro un bagliore di gioia
Innestato di cielo
sento l’animo alleggerirsi
Mi abbraccio, ed è Pace

Le mie poesie – Stanotte non ci sono stelle

Stanotte non ci sono le stelle di Myriam De Luca

Si apre il sipario
buio d’attesa
la notte si posa come farfalla
sulla pelle nuda
Scrivo pensieri curvi
con ali scolorite di certezze
e corte di progetti
Non è stato morbido
il giorno trascorso
pieno di smanie
e di orli scuciti
Affondo nell’aria muta
e disingannata
Domani mi regalerò delle rose
così… per dispetto
e le collocherò
nell’angolo cinico
del tuo sorriso

Le mie poesie – Versi Incompiuti

Versi incompiuti di Myriam De Luca

Pensieri incalzano sull’asfalto
nell’assillante ticchettìo
di tacchi rimbombanti
Santuari dissacrati
sfumano la ragione
Aneliti di amore sprecato
accigliano la fronte
Pulsioni e desideri abbandonati
su lettighe di astenia
sfiniscono versi incompiuti

Le mie poesie – Mafia e Sale

Mafia e Sale di Myriam De Luca
(Poesia finalista al Premio Piersanti Mattarella, dedicata al giudice Giovanni Falcone)

Certo che ce ne sono volute
di stragi e di uomini morti
per svegliare il tacito torpore
di una terra che profuma
di mare e di lupare
Tonache porpora si confondono
tra abiti gessati e mocassini
di alto pregio
Cravatte stringono come cappi
verità in fondo alla gola
Ingannevole moralità
e mascherata depravazione
Ma la tenacia non si arrende
ai premiti arroganti
dell’ “onorata società”
Convinzioni forti
lasciano nella solitudine
Margini di una vita normale
stemperano echi di un insidioso
e presumibile destino
Il sale asciuga l’umettato humus
di antichi e nuovi orrori
Mani scavano tracce
di coscienze nuove